Dicembre 14, 2019

TAV: ACCORDO DIFFICILE

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La Torino-Lione continua a dividere il governo, nonostante i tanti incontri diurni e notturni organizzati dal governo gialloverde per trovare un accordo che piaccia e convinca tutto l'esecutivo.

Da un lato abbiamo il vice premier Luigi Di Maio che continua a chiedere un provvedimento del Consiglio dei ministri per bloccare i bandi da 2,3 miliardi di euro per il tunnel, dall'altra c'è Salvini  che resiste come da promessa elettorale "la Tav è utile per la crescita del Paese. E la conferma dei bandi resta un passaggio fondamentale per la realizzazione dell’opera".

Tra i due opposti si staglia la figura del premier Conte che sembra optare per la posizione del M5S,  ha comunque incontrato in questi giorni l’ambasciatore francese Christian Masset dal quale ha avuto conferma del pressing dei transalpini sulla Ue per aumentare dal 40% al 50% il contributo comunitario per l’Alta Velocità Torino-Lione. "La Francia - ha ricordato la ministra dei Trasporti Elisabeth Borne - ha firmato un trattato con l’Italia che prevede la realizzazione del tunnel: spero che gli italiani ci diranno che lo realizzeranno insieme" se l’Italia dovesse decidere per il “no”, qualunque responsabilità e penale ricadrebbe per intero sul nostro Paese. 

Se la Tav si farà è ancora un'incognita, anche se per non perdere la prima tranche degli investimenti europei per l'opera, Conte ha inviato alcuni giorni fa al Cda di Telt, la società che si occupa della costruzione della Torino-Lione, una lettera con la quale invitava la società a partire con gli avvisi per le candidature delle aziende interessate alla realizzazione dell'opera per i lotti francesi, avvisi che non sono propriamente dei bandi, e non costituiscono impegno e onere alcuno per i paesi coinvolti.

Insomma un escamotage del governo per non perdere i fondi Ue stanziati e prendere tempo per decidere, "senza cedere a pressioni e condizionamenti di alcun tipo" dice Conte, "valutando la reale utilità del progetto".

Il premier ha poi voluto rassicurare tutti sulla volontà del governo di riattivare i cantieri e promuovere nuove opere affermando che "le infrastrutture sono una priorità per il governo e che verranno pertanto presto avviati i cantieri, quelli realmente utili, come la Agrigento-Caltanissetta". 

Secondo le tabelle di marcia, se non si procederà con atti formali per la realizzazione della Tav entro marzo, si rischia comunque di perdere i relativicontributi.

Intanto il governatore del Piemonte ha preannunciato di chiedere per la fine di maggio un referendum popolare per il via libera della Torino-Lione a cui però Conte non ha dato molte speranze.

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