Dicembre 13, 2019

FAUSTO BRIZZI ASSOLTO MA I DUBBI RESTANO

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Il programma "Le Iene" di Italia Uno, ha tempo fa trasmesso un servizio nel quale si ripercorreva la vicenda relativa alle decine di accuse di abusi sessuali subiti da diverse aspiranti attrici ad opera del noto produttore e regista Fausto Brizzi, portate alla luce proprio dalla trasmissione nel 2017.
 
Fatti che hanno costituito l'incipit di un procedimento penale a carico del Brizzi, che si è concluso a gennaio con, indovinate un po?, l'assoluzione del Brizzi, da parte di un magistrato della procura di Roma che, a detta delle persone offese e anche degli autori della trasmissione Le Iene che hanno sollevato il caso, senza motivazioni esaurienti e convincenti.
 
Insomma una vicenda che non soddisfa il bisogno di giustizia e di certezza della pena delle tante ragazze che hanno riferito episodi circostanziati di un metodo di approccio collaudato condotto dal regista nei confronti delle nuove leve abbastanza ripetivo e similare e pertanto credibile.
Ma vediamolo in dettaglio: In sintesi tale adescamento prevedeva due fasi: la prima consisteva nello stordire l'interlocutrice con un'ora e mezza di presentazione del suo lavoro e delle opportunità che lui poteva affrire, la seconda, invece, con l'approccio sessuale vero e proprio, giustificato da provini di lavoro, che in caso di reticenza della vittima si esplicava in una masturbazione a corpo nudo del regista davanti alla preda mancata.
 
Una performance per nulla gradita dalle ragazze vittime delle attenzioni morbose del Brizzi, disgustate dall'aspetto allucinato che gli occhi del produttore assumevano durante i tentati attacchi, stato visibile anche in molte foto del Brizzi come quelle da noi pubblicate, tanto da temere per la propria incolumità e che pertanto assistevano scioccate, inermi e paralizzate al patetico show dell'uomo.
Speriamo che l'esito del procedimento non costituisca un deterrente per le donne che subiscono violenza nel mondo dello spettacolo e non, che a questo punto avranno più paura di parlare, per timore di non essere credute, ma anche che la loro sofferenza venga stigmatizzata, come d'altronde hanno fatto mostri sacri del cinema italiano, come Barbareschi e diverse attrici che, con un discutibile comunicato, si sono schierate inspiegabilmente, e tristemente, dalla parte del Brizzi, confondendo l'amicizia e il positivo rapporto professionale intrattenuto col Brizzi, una sufficente motivazione per escludere ogni accusa di molestie.
 
Ma è ovvio che questi approcci sessuali il Brizzi non li abbia avuti con le stagionate e navigate attrici del mondo dello spettacolo, oggi sue coetanee, ma li abbia riservate alle giovani leve, e i motivi sono ovvi, perchè è più facile irretirle e illuderle.
 
Insomma, la giustizia italiana in questa vicenda non ha saputo dare risposte degne di una società civile a queste ragazze molestate, al contrario degli altri paesi dove il movimento #meetoo ha generato una maggiore consapevolezza del problema delle violenza contro le donne e la punibilità dei responsabili di tali crimini.

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